VHF - VERY HIGH FREQUENCY

Il VHF è il tracking classico, in uso già da molti anni ed ancora oggi il metodo maggiormente diffuso.
La trasmittente applicata all'animale emette i segnali sulla banda VHF, ricevuti da un' antenna di un ricevitore. Grazie ai progressi nella tecnologia, la riduzione delle trasmittenti ha reso possibile l'applicazione anche su animali di piccola taglia.

Le trasmittenti più conosciute sono i radiocollari che si diversificano in base alle dimensioni della specie a cui vanno applicati. Sono comunemente impiegati per monitoraggi di mammiferi di grossa taglia quali ungulati (cervi, daini, caprioli, cinghiali), felini (leoni, tigri, leopardi), ma anche di uccelli (anatidi, caradriformi, rapaci diurni e notturni) e mammiferi di taglia inferiore (roditori, mustelidi).

Rispetto agli altri metodi di telemetria, il VHF ha dei costi piu' contenuti, ma non è applicabile per ricerche su animali migratori. I segnali, infatti, sono recepiti ad una distanza massima di pochi chilometri, quindi è applicabile solo con animali localizzati all'interno di un'area ristretta.

GPS - GLOBAL POSITION SYSTEM

Il G.P.S. (GLOBAL POSITION SYSTEM) è un sistema di individuazione della posizione, che utilizza 24 satelliti artificiali (piu' tre di scorta),che ruotano attorno alla terra alla quota di 20.200 km.

Il sistema GPS consente di determinare la propria posizione in qualunque punto della superficie terrestre ed è per questo che è stato introdotto nello studio degli animali che compiono lunghe migrazioni come ad esempio le cicogne, grifoni, tartarughe marine, delfini e per gli animali che hanno home-range molto vasti quali orso, lince e lupo.

Il funzionamento del GPS si basa sul principio della triangolazione spaziale che gli stumenti compiono conoscendo la posizione dei satelliti e il tempo di ricezione del segnale. Il numero minimo di satelliti utili a fornire la posizione è tre (per la latitudine e la longitudine) o quattro (se vogliamo anche l'altitudine). Piu' il numero dei satelliti disponibili aumenta, piu' le informazioni restituite all'utente sono precise.

E' necessario avere con se un ricevitore GPS il quale intercetta a terra il segnale a microonde generato dai satelliti in orbita che, a turno, passano sopra di noi.

Infatti, visto il numero, l'orbita ed il periodo di rotazione dei satelliti, risulta che in ogni istante siano sopra di noi in media da cinque a otto satelliti che si alternano in quota. Il principale svantaggio del GPS riguarda i costi elevati rispetto al metodo precedente, inoltre, il segnale inviato dai satelliti è molto debole, per cui l'utilizzo del GPS in luoghi chiusi o in una fitta boscaglia, è pressocchè impossibile.

UHF - TRACKING SATELLITARE

In questi ultimi anni si sta diffondendo la tecnica del tracking satellitare o UHF (Ultra High Frequency).
Prevede l'utilizzo di trasmittenti conosciute come PTT (Platform trasmitter terminals) le quali emettono segnali prestabiliti di frequenza ricevuti da satelliti in orbita polare. Il sistema è fornito dalla compagnia americana ARGOS e si avvale di sei satelliti in orbita polare a bassa quota (850 km).

La rilevazione della posizione avviene attraverso la misurazione del cambiamento della frequenza d'onda dei segnali ricevuti. Per la localizzazione geografica del PTT sono necessari almeno due segnali consecutivi ricevuti dal satellite.
I dati sono poi trasmessi a terra alle stazioni riceventi che inviano le informazioni agli utenti del sistema.

Il metodo supera i precedenti perché è applicabile su scala globale, quindi anche per animali che compiono spostamenti di migliaia di chilometri come gli uccelli migratori, tartarughe marine, cetacei.