Le foto trappole
Cosa sono e come funzionano le foto trappole
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Codice Prodotto / MePa


Descrizione
Cosa sono le foto trappole?
Le foto trappole sono innovativi sistemi di videosorveglianza che, appena rilevano un movimento, scattano video e foto di giorno ed anche di notte grazie ai led infrarossi invisibili ad occhio umano, pertanto l’intruso non si accorge di essere ripreso. Le foto ed i video vengono registrati nella scheda di memoria SD interna.
I modelli con modulo GPRS (quelli che hanno l’antenna) possono anche inviare foto e video in tempo reale al proprio cellulare o alla mail e possono essere controllati da remoto h24 tramite una App per smartphone.
I principali vantaggi delle fototrappole sono:
- Installazione fai da te, semplice e veloce
- Alimentazione tramite batterie, non necessitano di collegamento elettrico dalla rete
- Impermeabili e utilizzabili sia all’interno che all’esterno
- Compatte e facili da mimetizzare, possono essere fissate a pali della luce o tronchi d’albero
Utilizzo delle foto trappole come deterrente allo sversamento abusivo di rifiuti
La video sorveglianza si è dimostrata un valido strumento di deterrenza allo sversamento abusivo di rifiuti.
La distribuzione capillare e strategica di queste fototrappole mobili di ultima generazione permette agli uomini delle polizie locali di mantenere un buon controllo del territorio nonostante il numero sempre piu’ esiguo di agenti a disposizione.
Le telecamere posizionate nelle zone più a rischio, perché isolate oppure facilmente raggiungibili con i mezzi, serviranno a riconoscere e sanzionare tutti coloro che scaricano dentro e soprattutto fuori dai cassonetti materiale non autorizzato. Queste speciali telecamere permettono infatti di individuare le persone e anche le targhe dei mezzi dai quali vengono abbandonati i sacchetti e rifiuti di ogni genere.
Per gli agenti sarà facile risalire agli autori grazie all’alta definizione delle foto e dei video realizzati dalle fotorappole.
Grazie ai nuovi modelli con trasmissione dati GPRS le forze di polizia potranno controllare da remoto in ogni istante le aree incriminate, con ottimizzazione delle risorse umane utilizzate e dei tempi di intervento in caso di necessità.
Grazie alle nostre fototrappole potrete sorvegliare anche:
- Magazzini
- Abitazioni
- Case vacanze, baite di montagna
- Cantieri, uffici
- Parcheggi
- Terreni, boschi, orti
- Allevamenti e apiari
- Carburanti nei mezzi agricoli ed edili
- Pannelli fotovoltaici
Utilizzo per lo studio della Fauna selvatica:
Le prime foto di animali con trappole fotografiche furono scattate agli inizi del 1900 negli Stati Uniti ed apparvero in diversi articoli della rivista National Geographic.
Fu George Shiras III, appassionato fotografo naturalista, che nello stato del Michigan, iniziava ad usare la sua fotocamera a grande formato, montata su enormi treppiedi e con rumorosi flash, al fine di fotografare la fauna locale durante la notte.
Naque così il fototrappolaggio.
Dalle foto ottenute egli osservò un elemento molto importante: alcuni animali potevano essere riconosciuti individualmente dal disegno del mantello, aggiungendo così un’ulteriore valenza all’utilizzo di questa tecnica.
I dati forniti dalle foto trappole, oltre a documentare in modo inconfutabile la presenza di una determinata specie in una determinata area, forniscono anche informazioni di notevole importanza, quali data e ora di ogni singolo scatto fotografico.
Si tratta quindi, di una tecnica di studio non invasiva che determina un ridotto o nullo impatto sulla fauna.
Lo sviluppo tecnologico ha oggi permesso di semplificare e miniaturizzare questa attrezzature, creando modelli silenziosi, dotati di led infrarossi invisibili e dal costo relativamente basso.
Questo ha fatto si che le fototrappole vengano largamente utilizzate sia a scopo di ricerca scientifica, sia come Hobby del fine settimana per gli appassionati di fauna. Ce ne sono infatti per tutte le tasche dai modelli più economici a quelle professionali.
Consigli per il posizionamento delle foto trappole
- Per prima cosa individuare il sito potenziale, quello che abbia la maggior probabilità di fotografare animali, quali un sentiero, una tana o un sito di marcatura, tenendo conto di eventuali tracce rilevate sul terreno e sulle rocce.
In alcuni casi potrebbe essere proficuo utilizzare delle esche alimentari o olfattive. - Tenere in considerazione la distanza di rilevamento del sensore, l’angolo di campo dell’obiettivo e la massima distanza dei led infrarossi o del flash.
- La morfologia del terreno dovrebbe essere il piu’ possibile pianeggiante, altrimenti occorre inclinare la fototrappola cosicché essa sia parallela al terreno.
- Individuare un albero adatto, sufficientemente robusto (almeno 15 cm di diametro), e montare la fototrappola a circa 20-50 cm di altezza.
- Evitare che il sole colpisca il sensore infrarosso. Preferibilmente posizionarla verso Nord.
- Montare la fototrappola all’albero utilizzando la cinghia in dotazione ed utilizzare dei rami o spessori per regolare la giusta inclinazione. In alternativa consigliamo l’acquisto del supporto a vite che è un ottimo strumento per il posizionamento in campo.
- Verificare con un puntatore laser o con il walk test della fototrappola la giusta inclinazione.
- Cercare di lasciare la situazione in piu’ naturale possibile, spostando eventuali rami e tagliando la vegetazione per permettere una buona visione alla fototrappola ed evitare falsi scatti. Foglie ed erba riscaldati dal sole e mosse dal vento fanno scattare inutilmente il sensore. Utilizzare uno spray copri odori per evitare di lasciare nostre tracce sul sito.
- Montare eventualmente il cavetto in acciaio con lucchetto Master Phyton e la cassetta di sicurezza antifurto.
- Rilevare le coordinate GPS del sito.
- Impostare la fototrappola e scattare alcune foto di prova.
Video
Esempio di fauna ripresa con fototrappola Sg2060-X














